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Scenario agrario

“Scenario Agrario” (1981-1983) di Paolo Ambrosio, un lavoro che si colloca in un periodo di intensa ricerca materica e cromatica dell’artista.

L’opera si presenta come un’esplosione verticale di energia, dove il titolo suggerisce una chiave di lettura figurativa (il mondo della terra e della natura) mediata però da un linguaggio rigorosamente astratto-informale.

1. Composizione e Struttura

La composizione è dominata da una forte verticalità. Non c’è un punto focale unico; l’occhio dello spettatore è invitato a scorrere lungo le direttrici perpendicolari che evocano, in modo non didascalico, l’idea di filari, fusti di piante o la pioggia che cade su un campo lavorato.

  • Ritmo: Il ritmo è serrato, quasi vibrante, dato dall’alternanza tra zone di colore pieno e zone dove emerge lo sfondo o lo strato sottostante.

  • Spazio: Non esiste una prospettiva tradizionale. La profondità è suggerita esclusivamente dalla stratificazione del colore, che crea un senso di spessore e “pelle” della tela.

2. Tavolozza Cromatica

Ambrosio utilizza qui un contrasto cromatico molto specifico e simbolico:

  • Verde Acqua/Turchese: Rappresenta l’elemento vitale, l’acqua o la linfa vegetale. La luminosità di questo colore conferisce all’opera una freschezza quasi elettrica.

  • Bruno/Ruggine: Evoca la terra, il fango, la materia organica solida. È il colore della stabilità e del lavoro agricolo.

  • Bianco: Funziona come luce pura che filtra tra le “fessure” della composizione, dando respiro all’insieme e impedendo alla massa cromatica di risultare pesante.

  • Dimensione cm. 100×80 Tenica: mista su tela, Anno 1981-1982
1.200,00 Tasse incluse.

Tempo d’acqua

Un’opera di Paolo Di Ambrosio, un artista noto per la sua ricerca nell’ambito dell’astrazione informale e per l’indagine profonda sulla materia e sul segno.

L’elemento che colpisce immediatamente l’osservatore è la scansione verticale (o leggermente obliqua) data dalle linee sottili e scure che attraversano l’intera superficie.

  • Il Richiamo al Quaderno: Queste linee ricordano la rigatura di un foglio di carta, trasformando la tela in uno spazio di “scrittura” potenziale.

  • Ritmo: Creano un ordine geometrico sottostante che contrasta con la libertà delle macchie cromatiche e dei segni gestuali.

Sopra la struttura rigida delle linee, l’artista interviene con segni dinamici e apparentemente istintivi:

  • I Segni Rossi e Neri: Le pennellate scure e rossastre sembrano graffi o “ferite” sulla superficie. Hanno una qualità calligrafica, ma priva di un alfabeto leggibile, tipica dell’arte segnica.

  • Simbologia: Questi tratti interrompono la staticità delle righe verticali, suggerendo un’energia vitale, un’emozione improvvisa o la traccia di un passaggio umano.

Il fondo dell’opera è un esempio magistrale di stratificazione materica:

Tecnica: Mista su tela. Anno 1982. Dimensione cm. 100×80

1.200,00 Tasse incluse.

I pascoli del cielo II

L’analisi dell’opera di Paolo Ambrosio (Torino 1938 )richiede di guardare oltre la semplice estetica figurativa per approdare a una dimensione più intima, quasi “silenziosa”. Ambrosio è un artista che ha saputo fondere la precisione tecnica con una profonda ricerca metafisica.

L’opera di Ambrosio non è mai una copia servile della realtà. Sebbene le sue radici affondino nella pittura figurativa, i suoi soggetti (nature morte, interni, oggetti quotidiani) sono immersi in un’atmosfera sospesa.

  • Assenza umana: Spesso l’uomo non è presente fisicamente, ma la sua traccia è ovunque. Un cappello appoggiato, una sedia vuota o una finestra aperta suggeriscono un passaggio recente o un’attesa.

  • Influenze: È evidente il dialogo con la Metafisica di De Chirico e il realismo silenzioso di Edward Hopper, ma con una sensibilità cromatica tipicamente italiana.

La luce è la vera protagonista delle tele di Ambrosio. Non serve solo a dare volume agli oggetti, ma a definire il tempo.

  • Luce zenitale o radente: Crea ombre lunghe e nette che tagliano lo spazio, conferendo un senso di solitudine e introspezione.

  • Il “momento fermo”: La luce di Ambrosio sembra cristallizzare l’istante, sottraendo l’oggetto al fluire del tempo per consegnarlo all’eternità del quadro.

  • L’Interno: La casa e lo studio sono visti come gusci protettivi, luoghi della memoria e dell’anima.

  • Il Mare e il Viaggio: Spesso appaiono barche, litorali solitari o vedute marine che simboleggiano un desiderio di altrove, un confine tra il noto (la terra) e l’ignoto (l’acqua).

  • L’Oggetto Quotidiano: Una brocca, un libro o un frutto diventano icone sacre grazie a una resa pittorica meticolosa che ne esalta l’essenza.

Ambrosio predilige una stesura pulita, con una tavolozza spesso giocata su toni caldi, ocra e azzurri tersi. La sua padronanza del disegno è rigorosa: ogni linea è pensata per costruire un equilibrio compositivo perfetto, quasi architettonico.

In sintesi: Paolo Ambrosio invita lo spettatore a una contemplazione lenta. La sua pittura è un antidoto alla frenesia moderna, un invito a riscoprire il peso poetico delle cose semplici e la bellezza del silenzio.

Dimensione, cm. 80×100, Tecnica, Mista su tela,  anno 1987

900,00 Tasse incluse.

Futuro anteriore

  • Titolo: Futuro Anteriore

  • Anno: 1988

  • Dimensioni: 80×100 cm

  • Stile: Espressionismo Astratto / Informalismo

Il rosso domina l’intera composizione, declinato in diverse sfumature che vanno dal vermiglio brillante a toni più cupi e terrosi.

  • Vibrazione: Il colore non è steso in modo piatto; la sovrapposizione di strati crea una profondità “infuocata”.

  • Luce: La luminosità emerge dall’interno della tela, in particolare nelle zone centrali dove affiorano pennellate di bianco, giallo e ocra. Questi squarci luminosi danno l’impressione di qualcosa che sta per rivelarsi o di un calore intenso (incandescenza).

L’opera si sviluppa su un asse prevalentemente orizzontale.

  • Le Forme: Si individuano tre masse principali, quasi dei “nuclei” o “isole” di materia, che sembrano fluttuare in un campo di energia rossa. Queste forme hanno un andamento dinamico, come se fossero in movimento da sinistra verso destra.

  • La Texture: La superficie appare ricca di stratificazioni. L’uso di spatolate o pennellate dense suggerisce un approccio fisico e gestuale tipico dell’arte informale. Il segno è graffiato, quasi scavato, rivelando i colori sottostanti.

Il titolo “Futuro Anteriore” offre una chiave di lettura affascinante:

  • Tempo Grammaticale, Tempo Visivo: In grammatica, il futuro anteriore indica un’azione che sarà conclusa nel futuro prima di un’altra. Visivamente, l’opera sembra rappresentare questo paradosso temporale: qualcosa che è già accaduto ma che proietta la sua energia in avanti.

  • Genesi e Distruzione: Il rosso può simboleggiare sia la vita (sangue, passione) che la distruzione (fuoco). L’opera sembra catturare un momento di trasformazione, una “memoria del futuro” dove la materia si sta ancora organizzando.

  • Anno 1988, Dimensione cm. 80×100, Tecnica Mista su tela
1.200,00 Tasse incluse.

Improvviso

L’opera si presenta come un palinsesto cromatico di grande potenza evocativa. La composizione è dominata da un campo spaziale profondo, risolto attraverso una complessa stratificazione di velature azzurre, grigie e bruno-rossastre. Al centro della tela, un’improvvisa sciabolata di luce giallo-oro attraversa verticalmente lo spazio, suggerendo un evento luminoso istantaneo — un’intuizione o un fenomeno naturale — che rompe la staticità del fondo. Un sottile perimetro geometrico nero, tracciato con precisione lineare, si sovrappone alla materia pittorica, creando un contrappunto razionale alla fluidità dell’astrazione informale.

Dimensione cm. 150×120, Tecnica Mista su tela, Anno 1985

1.900,00 Tasse incluse.

Menzogna e sortilegio

Il titolo guida l’interpretazione verso il tema dell’illusione:

  1. Menzogna: Rappresentata dai vari strati che nascondono ciò che c’è sotto. Quello che vediamo in superficie è solo l’ultimo atto di una storia più complessa e celata.

  2. Sortilegio: Si ritrova nell’armonia inaspettata tra colori così discordanti e nella capacità delle linee nere di “imprigionare” il caos del colore, trasformandolo in una forma definita.

Nota tecnica: Le dimensioni (100×80 cm) suggeriscono un’opera di impatto fisico notevole, dove lo spettatore viene avvolto dalla scala del colore.

Dmensione cm. 100×80, Tecnica: Mista su tela +carta gienica. Anno 1988

1.800,00 Tasse incluse.

Women 2

Ecco una sintesi degli elementi principali:

  • Composizione Segnica: Il cuore del dipinto è costituito da tratti neri decisi, quasi calligrafici. Questi segni non descrivono figure in modo realistico, ma suggeriscono una presenza antropomorfa o un movimento dinamico, tipico della ricerca sull’essenzialità del tratto.

  • Sfondo e Colore: La superficie è trattata con una texture sottile, dominata da tonalità bianco-panna e azzurre. Le sfumature celesti sembrano fluttuare dietro i segni neri, creando un senso di spazialità eterea e leggera che contrasta con la “pesantezza” dell’inchiostro o del pigmento scuro.

  • Stile: L’approccio rimanda a una sensibilità vicina all’Informale o al Minimalismo segnico. C’è un forte richiamo alla scrittura automatica, dove il titolo “Women” invita l’osservatore a rintracciare forme femminili stilizzate o l’essenza di un’emozione legata al soggetto.

  • Dimensione: 50×70, tecnica: colore su tela grezza, Materia colore azzurro
1.000,00 Tasse incluse.

Women 9

  • 1. Il Segno come Impronta

    Le linee nere non sembrano “disegnate” sopra lo sfondo, ma quasi “ritagliate” o sovrapposte come ombre solide. Questo suggerisce che la figura femminile non sia il soggetto principale, ma un varco: una finestra attraverso cui guardiamo il vuoto o, al contrario, una sagoma che protegge ciò che sta sotto. È il pensiero di una donna che rimane come traccia mnemonica, anche quando i dettagli del volto e del corpo svaniscono.

    2. Archeologia dell’Anima

    Il contrasto tra la trama graffiata (che ricorda una pelle o una pergamena antica) e il segno nero moderno crea un corto circuito temporale.Il fondo rappresenta il tempo lungo, la stratificazione delle esperienze, il “rumore di  fondo” della vita.

  • Dimensione: cm. 95×45, tecnica: Mista su tela, Anno 1997
1.000,00 Tasse incluse.

Figura sdraiata 2

Il titolo suggerisce una figura umana distesa, ma l’interpretazione è lasciata alla capacità del fruitore di ricomporre i frammenti.

  • La linea nera: Funge da struttura portante. Non è una linea continua, ma un insieme di segmenti spessi e decisi che ricalcano i contorni di un corpo (si possono intravedere il profilo di un viso, il petto e la curvatura delle gambe).

  • Dinamismo: La disposizione diagonale della figura crea un senso di movimento e abbandono, tipico di una posa di riposo o di introspezione.

2. Analisi Cromatica e Materica

L’aspetto più vibrante dell’opera è il contrasto tra i colori caldi:

  • Il Giallo: Domina lo sfondo con diverse sfumature, dal limone all’ocra. La stesura non è uniforme; appare quasi “spugnata” o stesa con velature che lasciano intravedere una texture sottostante grinzosa, simile alla carta o a una tela grezza.

  • Il Bruno/Sanguigna: Al centro, dove la figura è più densa, emerge una tonalità ruggine maculata. Questa zona sembra ottenuta con una tecnica di monotipo o di pressione, creando un effetto organico che ricorda tessuti biologici o rocce sedimentarie.

  • Dimensione cm. 80×100, tecnica acrilico su tela, materia acrilico+olio su tela
1.000,00 Tasse incluse.

Figura sdraiata

Quest’opera ha un alto valore decorativo e intellettuale; lo stile “astratto-figurativo” è attualmente molto apprezzato perché si adatta bene sia a contesti moderni che classici, mantenendo un’aura di ricerca artistica profonda.

L’opera che hai presentato si inserisce in un filone che in Italia ha avuto grandi protagonisti, specialmente tra la fine degli anni ’80 e la metà dei ’90. Questo stile, che potremmo definire Figurazione Segnica e Materica, cerca di recuperare l’immagine umana (la figura) attraverso i linguaggi dell’astrazione.

Dimensione cm. 80×100, tecnica: Mista su tela, Materia/ olio+acrilico su tela

1.000,00 Tasse incluse.

Women 27

Questa è un’opera che appare come un lavoro di ricerca sulla sintesi della forma e sull’impatto emotivo del colore.

L’opera si basa su un forte contrasto tra figura e sfondo, utilizzando un linguaggio che oscilla tra l’astrazione e il figurativismo minimale.

  • La Silhouette: La figura umana (femminile, come suggerito dal titolo) è ridotta ai minimi termini. Le linee nere, spesse e frammentate, non racchiudono completamente la forma, ma ne suggeriscono il volume e la postura. Questa tecnica di “linea spezzata” invita l’osservatore a completare l’immagine mentalmente, creando un coinvolgimento attivo.

  • Il Colore come Luce: Il corpo è reso con un giallo dorato/ocra intenso. Non è un colore piatto: presenta variazioni di trasparenza che danno l’idea di una massa luminosa o incandescente che emerge dal centro della tela.

  • Lo Sfondo Materico: Il rosso cupo, quasi sanguigno, è steso con una gestualità evidente. Le striature diagonali creano una texture che sembra “graffiare” la superficie, conferendo all’opera una tensione dinamica e un senso di urgenza.

L’approccio è quello della pittura segnica e materica:

  • Gestualità: L’uso del pennello (o della spatola) è visibile e non mediato, tipico di un approccio espressionista dove il gesto dell’artista rimane impresso sulla tela.

  • Equilibrio Cromatico: L’accostamento tra il giallo (luce) e il rosso scuro (ombra/terra) crea un effetto di profondità spaziale senza l’uso della prospettiva tradizionale. Il nero funge da elemento strutturale, quasi architettonico, che tiene insieme la composizione.

  • Tecnica: Mista su tela, Materia: acrilico, Dimensione: cm.50×60
1.000,00 Tasse incluse.

Figura

L’opera si fonda su un segno nero netto e calligrafico che domina la composizione. La linea, pur essendo astratta, suggerisce una sagoma antropomorfa o organica:

  • Una grande curva chiusa che evoca una testa o un profilo.

  • Tratti angolari alla base che richiamano la struttura di un busto o di un appoggio.

  • Un piccolo glifo centrale che funge da fulcro visivo, quasi un “occhio” o un simbolo arcaico.

Il contrasto cromatico è ridotto all’essenziale per massimizzare l’impatto emotivo:

  • Sfondo: Una stesura vibrante di tonalità rosse e rosate, con una texture quasi “affrescata” o tamponata che crea profondità e movimento.

  • Primo piano: Il nero profondo del segno grafico, che appare quasi inciso sulla superficie, creando un forte stacco visivo.

Il titolo “Figura” invita l’osservatore a cercare una presenza umana nella sintesi estrema. L’opera si colloca in quel filone dell’arte contemporanea che riduce l’immagine a simbolo, cercando di trasmettere un senso di primordialità o di introspezione psicologica attraverso l’economia dei mezzi espressivi.

Dimensione cm; 60×50; tecnica: Mista su tela, Materia: acrilico

800,00 Tasse incluse.