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Interludio

1. Analisi del Linguaggio Visivo

  • Il Segno e il Gesto: L’elemento dominante è la scansione di linee sottili e scure, quasi calligrafiche, che attraversano verticalmente la superficie. Questo “segno” non è puramente decorativo, ma rappresenta l’immediatezza del gesto artistico. Ambrosio stesso definisce la sua pratica come “IMMAGINE-ARTE”, dove il movimento della mano libera un’energia latente sulla tela.

  • Cromatismo: Il fondo è dominato da una vibrazione cromatica rossa e aranciata, con affioramenti di verde e toni terrosi. Questo contrasto crea una profondità visiva che l’artista descrive spesso come un “labirinto profondo” o una realtà sospesa nel tempo.

  • Sottrazione: Lo stile riflette la filosofia dell’artista di “sottrazione del superfluo”. Nonostante l’apparente semplicità, l’opera vive di mille vibrazioni interne date dalla sovrapposizione cromatica e dal rigore delle linee.

2. Contesto Storico (1982)

L’anno 1982 è un periodo cruciale per Ambrosio, in cui si consolida il suo orientamento verso il colore e l’astrazione pura. In quegli anni, le sue opere esplorano temi come la “trasparenza” e la capacità dell’occhio di gestire il gesto-segno. La struttura di quest’opera può ricordare altre sue serie del periodo, come “I cancelli del cielo” o le composizioni astratte dove la tela diventa uno spazio di “scrittura” potenziale.

3. Aspetti Tecnici

  • Dimensioni: 100×80 cm è un formato ricorrente nelle sue pitture su tela, spesso realizzate con tecnica mista per ottenere texture materiche e stratificate.

  • Autenticità: Le informazioni raccolte indicano che le opere di Ambrosio di questo periodo sono caratterizzate da una forte individualità, distanti dalle mode del mercato e focalizzate su una ricerca interiore solitaria.

In sintesi, l’opera rappresenta una meditazione visiva sulla tensione tra la fluidità del colore di fondo e il rigore razionale del segno nero, tipica della maturità artistica di Paolo Ambrosio.

Anno 1982, Tecnica Mista su tela, Dimensioni Cm 100×80

€1.200,00 Tasse incluse.

La memoria coordina le immagini

In quest’opera del 1990, Paolo Ambrosio riesce a trasformare un concetto astratto come la “memoria” in un’esperienza visiva tattile e vibrante. Non descrive un ricordo specifico, ma dipinge il processo stesso del ricordare: un fascio di energia che tiene insieme frammenti di luce, buio e colore.

Anno 1990, Tenica Mista su tela, Dimensione cm. 150×118

€2.000,00 Tasse incluse.

Il peso del mondo

L’opera si fonda su un dinamismo grafico molto accentuato. Ambrosio non dipinge oggetti, ma tensioni.

  • La struttura centrale: Notiamo un fitto intreccio di linee nere, brevi e decise, che sembrano precipitare o addensarsi verso il centro. Questo “accumulo” richiama visivamente l’idea di un carico, un groviglio di pensieri o eventi che gravano sullo spazio.

  • L’accento cromatico: Una linea diagonale bianca taglia la composizione. Questo segno funge da “vettore di luce” o di rottura, creando un contrasto netto con l’oscurità del nero e la saturazione del fondo.

2. Il Colore: Magenta Dominante

Il fondo è un magenta vibrante e saturo, steso con pennellate visibili che creano una texture quasi pulsante.

  • In Ambrosio, il colore non è mai decorativo: è un campo energetico. Qui, il rosa acceso contrasta con il titolo drammatico (“Il peso del mondo”), creando un paradosso visivo. Il “peso” non è rappresentato con toni cupi, ma attraverso una vitalità cromatica quasi elettrica.

3. Interpretazione Concettuale

Il titolo “Il peso del mondo” suggerisce una riflessione filosofica:

  • L’astrazione del fardello: Il peso non è una massa solida, ma un insieme di frammenti e linee spezzate. Rappresenta la complessità del vivere contemporaneo, dove il “mondo” è percepito come un sistema di connessioni fragili e frenetiche.

  • L’equilibrio precario: Le linee sottili alla base sembrano reggere a fatica l’intera struttura superiore, evocando una sensazione di instabilità controllata.

  • Anno 1991, Tecnica Mista su tela+carta igienica, Dimensione cm. 100×80
€1.200,00 Tasse incluse.

Il peso del mondo II

3. Opere Specifiche e Analisi Materica

Il Mondo quale tutto limitato (1979): Un’opera su tela grezza (100×80 cm) che riflette la fase della semantica del segno.

Object-Design: Ambrosio ha creato “oggetti parlanti” elevati di rango, come Le parole sono pietre, dove la pietra diventa metafora della parola contrapposta alla civilizzazione.

Architectural Book (1995): Un’opera che trasforma la carta stampata in un modulo strutturale, creando un legame tra cultura e “techne”.

Cilindro Percettivo: Una tela dipinta fissata su un cilindro che permette al segno di acquisire un valore spaziale, superando la bidimensionalità della tela piana.

4 Visione Critica

Lucio Cabutti (1975): Sottolinea come le opere segnino una svolta verso la decantazione dell’immagine, riducendola ai minimi termini ma mantenendo stratificazioni storico-artistiche complesse

Tiziana Conti: Analizza l’approccio “alchemico” di Ambrosio, dove il colore per velatura agisce come una trasformazione biochimica che amplia la sensibilità antropologica del sistema visivo.

Dimensione cm. 100×80, Tecnica Mista su tela+carta igienica, Anno 100×80

€1.200,00 Tasse incluse.

Futuro anteriore

  • Titolo: Futuro Anteriore

  • Anno: 1988

  • Dimensioni: 80×100 cm

  • Stile: Espressionismo Astratto / Informalismo

Il rosso domina l’intera composizione, declinato in diverse sfumature che vanno dal vermiglio brillante a toni più cupi e terrosi.

  • Vibrazione: Il colore non è steso in modo piatto; la sovrapposizione di strati crea una profondità “infuocata”.

  • Luce: La luminosità emerge dall’interno della tela, in particolare nelle zone centrali dove affiorano pennellate di bianco, giallo e ocra. Questi squarci luminosi danno l’impressione di qualcosa che sta per rivelarsi o di un calore intenso (incandescenza).

L’opera si sviluppa su un asse prevalentemente orizzontale.

  • Le Forme: Si individuano tre masse principali, quasi dei “nuclei” o “isole” di materia, che sembrano fluttuare in un campo di energia rossa. Queste forme hanno un andamento dinamico, come se fossero in movimento da sinistra verso destra.

  • La Texture: La superficie appare ricca di stratificazioni. L’uso di spatolate o pennellate dense suggerisce un approccio fisico e gestuale tipico dell’arte informale. Il segno è graffiato, quasi scavato, rivelando i colori sottostanti.

Il titolo “Futuro Anteriore” offre una chiave di lettura affascinante:

  • Tempo Grammaticale, Tempo Visivo: In grammatica, il futuro anteriore indica un’azione che sarà conclusa nel futuro prima di un’altra. Visivamente, l’opera sembra rappresentare questo paradosso temporale: qualcosa che è già accaduto ma che proietta la sua energia in avanti.

  • Genesi e Distruzione: Il rosso può simboleggiare sia la vita (sangue, passione) che la distruzione (fuoco). L’opera sembra catturare un momento di trasformazione, una “memoria del futuro” dove la materia si sta ancora organizzando.

  • Anno 1988, Dimensione cm. 80×100, Tecnica Mista su tela
€1.200,00 Tasse incluse.

Improvviso

L’opera si presenta come un palinsesto cromatico di grande potenza evocativa. La composizione è dominata da un campo spaziale profondo, risolto attraverso una complessa stratificazione di velature azzurre, grigie e bruno-rossastre. Al centro della tela, un’improvvisa sciabolata di luce giallo-oro attraversa verticalmente lo spazio, suggerendo un evento luminoso istantaneo — un’intuizione o un fenomeno naturale — che rompe la staticità del fondo. Un sottile perimetro geometrico nero, tracciato con precisione lineare, si sovrappone alla materia pittorica, creando un contrappunto razionale alla fluidità dell’astrazione informale.

Dimensione cm. 150×120, Tecnica Mista su tela, Anno 1985

€1.900,00 Tasse incluse.

Croci ed incroci

Questa opera, intitolata “Croci ed incroci” (100×80 cm, 1988), rappresenta una potente sintesi tra l’astrattismo geometrico e l’espressionismo astratto. L’anno di esecuzione, il 1988, si colloca in un periodo di grande fermento artistico dove la rigidità delle avanguardie storiche lasciava spazio a una gestualità più libera e viscerale.

Tecnica Mista su tela, Dimensione cm. 100×80, Anno 1988

€1.800,00 Tasse incluse.

Menzogna e sortilegio

Il titolo guida l’interpretazione verso il tema dell’illusione:

  1. Menzogna: Rappresentata dai vari strati che nascondono ciò che c’è sotto. Quello che vediamo in superficie è solo l’ultimo atto di una storia più complessa e celata.

  2. Sortilegio: Si ritrova nell’armonia inaspettata tra colori così discordanti e nella capacità delle linee nere di “imprigionare” il caos del colore, trasformandolo in una forma definita.

Nota tecnica: Le dimensioni (100×80 cm) suggeriscono un’opera di impatto fisico notevole, dove lo spettatore viene avvolto dalla scala del colore.

Dmensione cm. 100×80, Tecnica: Mista su tela +carta gienica. Anno 1988

€1.800,00 Tasse incluse.

Fantasia 2

Questa opera, intitolata “Fantasia 2” (2013), è un esempio vibrante di astrazione geometrica che gioca sull’equilibrio tra rigore strutturale e gestualità materica.

dimensione: cm. 60×45

Tecnica: Mista su tela

Anno/ 2013

€800,00 Tasse incluse.