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Cocacolaforest

Analisi dell’opera

  • Materiali e Tecnica: L’opera è dichiarata come “Tecnica Mista + materiali” (50x42x12 cm). Si presenta come una composizione tridimensionale racchiusa in una cornice decorata. Il fondo è costituito da lattine di Coca-Cola schiacciate, su cui poggia un elemento organico (un ramo o una radice) dipinto di bianco e verde.

  • Soggetto e Significato: Il titolo “COCACOLA FOREST” suggerisce un commento critico sul rapporto tra consumismo (rappresentato dal brand globale e dai rifiuti metallici) e natura. La foresta non è più fatta di alberi, ma di scarti industriali. Le pennellate di colore verde neon che “sporcano” sia le lattine che il ramo sembrano un tentativo ironico o disperato di restituire una parvenza di “natura” a oggetti che ne sono l’opposto.

  • Stile: C’è un chiaro richiamo al Nouveau Réalisme (si pensi alle compressioni di César o alle accumulazioni di Arman) e alla Pop Art, ma reinterpretati con una sensibilità contemporanea legata all’ecologia e al riciclo creativo.

3. Osservazioni visive

  • Dettagli sulle lattine: Le lattine riportano nomi propri (come “Quentin”, “Romain”), tipici di una nota campagna di personalizzazione del brand. Questo aggiunge un ulteriore livello di lettura: l’oggettivazione dell’individuo nel ciclo del consumo.

  • Tridimensionalità: La profondità di 12 cm indicata nella descrizione è evidente dalle ombre portate dal ramo sulle lattine sottostanti, confermando che si tratta di una scultura o di un alto rilievo.

In sintesi, si tratta di un’opera materica che utilizza l’estetica dello scarto per veicolare un messaggio ambientale, la cui autenticità fisica traspare dai dettagli delle texture e delle interazioni tra i materiali.

Anno  2024, Dimensione cm; 5àx42x12, Materia Assemblage

600,00 Tasse incluse.

Calcolo

1. Composizione e Struttura

L’opera si fonda su un contrasto netto tra lo sfondo fluido e gli elementi geometrici definiti in primo piano.

  • Verticalità: Le linee nere sottili e i nastri rossi creano una struttura quasi architettonica o “scheletrica” che attraversa verticalmente l’intera superficie, dando stabilità alla composizione.

  • Il “Calcolo”: Il titolo suggerisce un’indagine razionale. Le forme trapezoidali riempite con linee diagonali parallele (tratteggio) richiamano il linguaggio tecnico del disegno geometrico o architettonico, inserendo un elemento di precisione quasi matematica in un contesto pittorico libero.

2. Analisi Cromatica

Ambrosio utilizza una tavolozza tripartita che richiama, in modo astratto, gli elementi naturali (terra, sole, cielo/energia):

  • Fascia Superiore (Rosa/Magenta e Giallo): Evoca un’atmosfera calda, quasi un tramonto elettrico. Il colore è steso in modo non uniforme, lasciando intravedere pennellate gestuali.

  • Fascia Centrale (Giallo Brillante): Funge da cerniera luminosa, aumentando la profondità visiva.

  • Fascia Inferiore (Blu e Verde): Colori più freddi e densi che ancorano l’opera al suolo, creando una base solida per le strutture sovrastanti.

3. Tecnica e Linguaggio Visivo

  • Sovrapposizione (Layering): L’opera vive di trasparenze. Gli elementi geometrici scuri sembrano fluttuare sopra lo sfondo, ma i rettangoli rossi (che ricordano del nastro adesivo o dei “punti di sutura” visivi) creano un ulteriore livello di profondità, connettendo le linee verticali.

  • Contrasto Materico: Si percepisce un contrasto tra la fluidità quasi acquerellata del fondo e la rigidità grafica dei neri e dei verdi scuri tratteggiati.

4. Significato e Interpretazione

Il termine “Calcolo” unito a una rappresentazione così vibrante suggerisce una riflessione sul tentativo umano di ordinare il caos. Le strutture nere cercano di “misurare” o “inquadrare” un’esplosione di colore e luce che, per sua natura, tenderebbe a espandersi senza limiti. È un equilibrio teso tra razionalità (il segno) ed emozione (il colore).

Anno 1993, Tecnica Mista su tela, Dimensione cm 100×80

1.200,00 Tasse incluse.

Elaborare

Significato e Poetica: “Elaborare”

Il titolo stesso, Elaborare, offre una chiave di lettura fondamentale:

  1. Processo Mentale: L’opera rappresenta l’atto di ordinare il caos delle emozioni o delle percezioni. I segni neri sono i tentativi della mente di dare struttura alla “marea” informe del colore (l’emozione).

  2. Il Gesto come Verità: Come spesso citato dalla critica per Ambrosio, la mano ubbidisce a un impulso motorio profondo. Non c’è virtuosismo accademico, ma una ricerca di autenticità che rifiuta le mode del momento per concentrarsi sul “fremito antropologico” dell’artista.

  3. Equilibrio tra Contrasti: L’opera vive del contrasto tra l’espansività quasi selvaggia del rosa/blu e il rigore analitico del segno nero. È un’immagine di equilibrio precario, tipica degli anni ’90 dell’artista, in cui il sentimento introspettivo si fa più dirompente.

Scheda Tecnica in sintesi

Elemento Dettaglio
Artista Paolo Ambrosio (n. 1938)
Titolo Elaborare
Anno 1990
Dimensioni $118 \times 150$ cm
Movimento Astrazione Informale / Arte Segnica
2.000,00 Tasse incluse.

Rughe segrete

  • Astrazione come Rivelazione: Ambrosio non dipinge un volto o un paesaggio, ma il sentimento del tempo che passa. L’opera si colloca in quella corrente dell’astrazione informale dove il gesto dell’artista diventa testimonianza di un’esistenza.
  • Anno 1990, Tecnica Mista su tela, Dimensione cm.150×118
2.000,00 Tasse incluse.

Illusione di libertà

Nota Critica: In quest’opera, Ambrosio sembra suggerire che la libertà non sia l’assenza di confini, ma la capacità di vedere la luce (il centro dorato) anche quando siamo circondati dalle strutture che noi stessi, o la società, abbiamo costruito.

Anno 1990, Tecnica Mista su tela+carta igienica, diensione cm. 150×118

2.000,00 Tasse incluse.

Reatà e finzione

1. Elementi Visivi e Composizione

L’opera è dominata da un rosso intenso e saturo, che funge da campo emozionale primario. Su questo sfondo si stagliano tre elementi principali:

  • Il Segno Grafico: Un intreccio fitto di linee nere, tracciate con un gesto rapido e dinamico. La struttura piramidale o “a torre” che ne scaturisce suggerisce un’impalcatura, un’architettura precaria o una figura in divenire.

  • L’Inserto Materico: Una striscia di carta velina (o materiale simile) bianca e traslucida attraversa diagonalmente la composizione. Questo elemento introduce una tridimensionalità reale che rompe la bidimensionalità della tela.

  • Il Frammento Isolato: Sulla destra, un secondo piccolo inserto bianco funge da contrappunto visivo, bilanciando il peso del segno nero centrale.

2. Significato e Poetica: Realtà vs Finzione

Il titolo è la chiave di lettura fondamentale. Ambrosio gioca sulla tensione tra ciò che è rappresentato (la finzione della pittura) e ciò che è presente (la realtà della materia):

  • La Finzione: È affidata al tratto nero. Sebbene sembri solido, è solo pigmento sulla tela, un’evocazione mentale di una forma.

  • La Realtà: È costituita dal collage. La carta applicata non “finge” di essere altro; è un oggetto fisico con la propria texture e i propri riflessi, che proietta una piccola ombra reale sulla superficie rossa.

  • Il Rosso: Rappresenta l’energia vitale e lo spazio assoluto in cui questo scontro/incontro avviene.

3. Contesto Stilistico

In quest’opera, Ambrosio si muove nel solco dell’Astrazione Informale e dell’Arte Analitica, ma con un approccio molto personale. Non si limita a dipingere, ma “costruisce” l’immagine attraverso il contrasto tra il segno (gesto) e il materiale (materia). La verticalità delle linee nere può essere letta come un tentativo dell’uomo di dare ordine al caos, mentre la striscia bianca appare come un elemento di disturbo o di illuminazione improvvisa.


Sintesi per il Collezionista/Studioso

L’opera è un eccellente esempio della maturità di Ambrosio negli anni ’90. La scelta di un formato generoso (150×118 cm) permette alla “lotta” tra il segno nero e la materia bianca di espandersi, rendendo l’osservatore partecipe di un evento fisico e visivo immediato.

1.200,00 Tasse incluse.

Il peso del mondo

L’opera si fonda su un dinamismo grafico molto accentuato. Ambrosio non dipinge oggetti, ma tensioni.

  • La struttura centrale: Notiamo un fitto intreccio di linee nere, brevi e decise, che sembrano precipitare o addensarsi verso il centro. Questo “accumulo” richiama visivamente l’idea di un carico, un groviglio di pensieri o eventi che gravano sullo spazio.

  • L’accento cromatico: Una linea diagonale bianca taglia la composizione. Questo segno funge da “vettore di luce” o di rottura, creando un contrasto netto con l’oscurità del nero e la saturazione del fondo.

2. Il Colore: Magenta Dominante

Il fondo è un magenta vibrante e saturo, steso con pennellate visibili che creano una texture quasi pulsante.

  • In Ambrosio, il colore non è mai decorativo: è un campo energetico. Qui, il rosa acceso contrasta con il titolo drammatico (“Il peso del mondo”), creando un paradosso visivo. Il “peso” non è rappresentato con toni cupi, ma attraverso una vitalità cromatica quasi elettrica.

3. Interpretazione Concettuale

Il titolo “Il peso del mondo” suggerisce una riflessione filosofica:

  • L’astrazione del fardello: Il peso non è una massa solida, ma un insieme di frammenti e linee spezzate. Rappresenta la complessità del vivere contemporaneo, dove il “mondo” è percepito come un sistema di connessioni fragili e frenetiche.

  • L’equilibrio precario: Le linee sottili alla base sembrano reggere a fatica l’intera struttura superiore, evocando una sensazione di instabilità controllata.

  • Anno 1991, Tecnica Mista su tela+carta igienica, Dimensione cm. 100×80
1.200,00 Tasse incluse.

Il peso del mondo II

3. Opere Specifiche e Analisi Materica

Il Mondo quale tutto limitato (1979): Un’opera su tela grezza (100×80 cm) che riflette la fase della semantica del segno.

Object-Design: Ambrosio ha creato “oggetti parlanti” elevati di rango, come Le parole sono pietre, dove la pietra diventa metafora della parola contrapposta alla civilizzazione.

Architectural Book (1995): Un’opera che trasforma la carta stampata in un modulo strutturale, creando un legame tra cultura e “techne”.

Cilindro Percettivo: Una tela dipinta fissata su un cilindro che permette al segno di acquisire un valore spaziale, superando la bidimensionalità della tela piana.

4 Visione Critica

Lucio Cabutti (1975): Sottolinea come le opere segnino una svolta verso la decantazione dell’immagine, riducendola ai minimi termini ma mantenendo stratificazioni storico-artistiche complesse

Tiziana Conti: Analizza l’approccio “alchemico” di Ambrosio, dove il colore per velatura agisce come una trasformazione biochimica che amplia la sensibilità antropologica del sistema visivo.

Dimensione cm. 100×80, Tecnica Mista su tela+carta igienica, Anno 100×80

1.200,00 Tasse incluse.

Mistero orfico

La struttura è dominata da una piramide/triangolo cremisi alla base, che funge da fulcro visivo e concettuale.

  • Il Triangolo: Rappresenta stabilità e ascesa, ma anche un simbolo esoterico classico. In un contesto “orfico”, può alludere al passaggio tra il mondo materiale e quello spirituale.

  • I Segni Curvilinei: Una serie di linee nere, simili a onde sonore o vibrazioni energetiche, si espandono dal centro verso l’esterno. Questi segni sembrano “vibrare” (una parola spesso usata per descrivere il lavoro di Ambrosio), suggerendo il movimento della musica di Orfeo che incanta la natura.

  • Anno 1989, dimensione cm.100×8, Tecnica Mista su tela +carta igienica
1.200,00 Tasse incluse.

L’arpa dei fili di ferro

Al centro della poetica di Ambrosio c’è il concetto che “il gesto guida il segno”. Le linee verticali, sottili e nere (i “fili di ferro” del titolo), non sono semplici tratti decorativi, ma la traccia fisica di un movimento.

  • Andamento: Le linee appaiono vibranti e leggermente ondulate, suggerendo una tensione elastica o una vibrazione sonora, come se l’arpa fosse stata appena “pizzicata”.

  • Autonomia del segno: Questi segni neri sembrano fluttuare sopra lo sfondo, creando un senso di profondità non attraverso la prospettiva classica, ma tramite la sovrapposizione di strati (layer).

  • Dimensione cm. 100×80, Tecnica mista su tela, Anno 1988
1.200,00 Tasse incluse.

Schegge 5

Ambrosio non si limita al colore, ma lavora sulla consistenza:

  • La Verticale Arancio: Sulla sinistra, una banda verticale arancione accesa funge da “ancora” visiva. La sua stesura appare più materica e irregolare rispetto alle forme geometriche centrali.

  • Contrasti: Il contrasto tra il verde acido, il nero profondo e il rosa tenue dello sfondo crea un equilibrio dinamico. Il rosa dello sfondo non è uniforme, ma presenta venature che ricordano la carta riso o supporti fibrosi, aggiungendo una dimensione tattile all’opera.

  • Trasparenze: Si nota come la barra blu e il semicerchio grigio-azzurro giochino con la trasparenza, lasciando intravedere ciò che sta sotto, una tecnica tipica dell’astrazione lirica.

3. Significato e Poetica

In questa serie, Ambrosio sembra esplorare il concetto di frammentazione:

  • L’ordine dal caos: Nonostante il nome “Schegge”, la composizione non appare caotica. C’è un ordine rigoroso nel modo in cui le forme sono incastrate tra loro.

  • Equilibrio instabile: L’opera cattura un istante di equilibrio precario. La geometria qui non è statica (come nel Neoplasticismo), ma vitale e quasi organica.


Sintesi Tecnica

Elemento Caratteristica
Anno 1993
Serie Schegge (n. 5)
Stile Astrazione Geometrica / Collage Materico
Focus Contrasto tra rigore geometrico e vibrazione cromatica dello sfondo
1.200,00 Tasse incluse.

Materia infinita

Il titolo suggerisce che ciò che vediamo è solo un frammento di un processo più ampio. La “materia” non è qui intesa come oggetto solido, ma come energia in trasformazione. L’infinito è rappresentato dal contrasto tra la finitezza del segno nero e l’espansione senza confini del rosso.

Dimensione cm. 118×150 tecnica : mista su tela+carta igienica, Anno 1999

2.000,00 Tasse incluse.